Pietrine.
{c'è stato/ci sarà}
Come quando stai aspettando il treno e c'è quel pensiero che vorresti proprio scrivere.
Dovresti proprio scrivertelo e lo sai, perchè poi il treno arriverà, ci sarà da trovare un posto libero con un giornale di oggi già sfogliato, ci sarà la finta nonudente-nonvedente con i suoi portachiavi che fanno uscire gelatina da ogni orifizio, occhi di gelatina, lingua di gelatina, cacca di gelatina e già quel pensiero non suona più così bene, non è più così luminoso e aguzzo, si è già offuscato, mischiato alla gelatina e al respiro pesante del tuo vicino di sedile con la testa che ciondola verso la tua spalla.
E' stato tutto come non aver mai avuto il quadernetto al momento giusto, in queste settimane.
Tantissime cose, luminose, aguzze come pietrine da tenere strette nel pugno, non avevo le tasche ma volevo così tanto portarle a casa, davvero, per rimetterle nell'acqua subito e non lasciare che una volta asciutte perdessero quella luce per diventare sassi opachi uguali a milioni di altri sassi opachi.
Per non perdere l'attimo in cui ci avevo visto qualcosa, solo io.
C'è stata Venezia e sembrava un altro addio, con l'afa che rallenta i pomeriggi e la familiare cantilena delle voci di una sera in Campo
Ci sono stati i treni d'Olanda, con i suoi cieli d'ottobre e un po' di domani fuori dal finestrino
Sentire che c'è un
altrove e ripeterselo, ripeterselo continuamente che dimenticarlo è così facile.
e così triste.
e così beige.
C'è stata una casa familiare e un gatto a cui tenere la zampina la sera, quando le cala la malinconia.
Ci sono stati gli anni dispari da compiere e le scommesse su chi avrebbe detto per primo
il fatidico quarto di secolo.
Nelle gare del Luogo Comune il padre vince sempre di misura.
C'è stata la domanda di laurea e le matricole in coda per l'iscrizione, che faceva tanto cerchio della vita o
prima e
dopo la cura.
E c'è questo pensare di smettere di scrivere
c'è stato per qualcosa che
ci sarà,
che ci sono notti in cui non mi fa dormire e altre in cui è l unico che riesce a chiudermi gli occhi tenendomi la mano.
se nel destino qualcosa c'è di scritto
è solamente il canovaccio
(Meg- Olio su tela)