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mercoledì, 04 marzo 2009

Fallen From: *BTyLS* at 16:17 | link | commenti (3)

sabato, 06 settembre 2008

Madeleine


A volte il fumo è meglio dell'arrosto. *



Respirare fino all'orlo, quando in basso il petto comincia a tremare e il naso si chiude per legittima difesa,
non lascia entrare più nulla, sa che non potrebbe,
non lascia uscire nulla, sa che non tornerebbe.

La sua madeleine era l'odore di umidità.
Un sottoscala in penombra che apre un mondo, ed è un salto attraverso lo specchio, con gli occhi serrati e le mani sulle orecchie, salta, ora, salta prima che la porta svanisca.

ed è di nuovo sotto il bucato steso in casa della nonna, che d'inverno non asciugava mai e diventava una tenda indiana nella stagione delle piogge, il rifugio perfetto per non farsi tagliare la frangetta dalle forbici sbeccate che non conoscevano linee rette.
ed  è di nuovo in una cantina poco familiare in cui scendere a cercare una bottiglia, prima del tempo della paura del buio, dei ragni in agguato in ogni dove e degli occhi che brilano dentro armadi socchiusi.
ed è di nuovo la prima notte in un letto in cui non muoversi troppo che cigola, con la laguna tutta attorno e una macchia scura che si allarga in silenzio sul soffitto.
ed è di nuovo un pomeriggio in montagna, uguale ad ogni altro che non sarebbe tornato mai più, la schiena contro un muretto a secco che gratta la pelle.

Lei pensa al suo primo compito in classe di latino barattato con un treno troppo lento e a come sarà la sua maglietta dopo ore sudate contro un sedile. Lui pensa che lei si accorgerà presto di essere troppo intelligente per stare con uno così, e si dice nonparlare che forse non ti scopre, nonparlarle fino a domani.
Lei pensa che la sua cadenza strascicata è bellissima, che potrebbe ascoltarlo per giorni leggere l'elenco del telefono e non stancarsene mai. Lui pensa che quella maglietta le sta benissimo ma che gliela toglierebbe lì, contro il muretto a secco.
Il suo primo regalo era un Arbre Magique blu rubato dal meccanico. Avrebbe dovuto profumare di Mango Twist, ma lei non l'ha mai saputo, per paura che finisse troppo presto non l'ha mai aperto.

Per lei contuinerà a sapere di lancette che girano veloci e  umidità.
Fallen From: *BTyLS* at 03:43 | link | commenti (6)

mercoledì, 03 settembre 2008

Io (Annie)
e l'ovetto fresco



Frattanto si era fatto tardi e tutt'e due dovevamo andare per i fatti nostri. Ma era stato molto bello, rivedere ancora Annie, dico bene? Mi resi conto di quanto era in gamba – stupenda – e, sì, era un piacere… solo averla conosciuta… e allora io… ripensai a quella vecchia barzelletta, quella in cui c'è questo tizio che va dallo psichiatra e gli fa:
 "Dottore, mio fratello è pazzo. Crede d'essere una gallina."
E allora il dottore gli dice:
"Ma perché non lo rinchiude in manicomio?"
E quel tale gli risponde:
"Già! Ma poi dopo, l'ovetto fresco, a me, chi me lo fa?"
Insomma, mi pare ch'è proprio così, grosso modo, che la penso io, riguardo ai rapporti umani. Mi spiego, sono del tutto irrazionali e pazzeschi e assurdi e… ma… mi sa tanto che li sopportiamo perché, hm… tutti quanti… più o meno ne abbiamo bisogno, dell'ovetto fresco.

(Woody Allen)
Fallen From: *BTyLS* at 00:51 | link | commenti (2)

sabato, 30 agosto 2008


Pietrine.

{c'è stato/ci sarà}




Come quando stai aspettando il treno e c'è quel pensiero che vorresti proprio scrivere.
 Dovresti proprio scrivertelo e lo sai, perchè poi il treno arriverà, ci sarà da trovare un posto libero con un giornale di oggi già sfogliato, ci sarà la finta nonudente-nonvedente con i suoi portachiavi che fanno uscire gelatina da ogni orifizio, occhi di gelatina, lingua di gelatina, cacca di gelatina e già quel pensiero non suona più così bene, non è più così luminoso e aguzzo,  si è già offuscato, mischiato alla gelatina e al respiro pesante del tuo vicino di sedile con la testa che ciondola verso la tua spalla.

E' stato tutto come non aver mai avuto il quadernetto al momento giusto, in queste settimane.
 Tantissime cose, luminose, aguzze come pietrine da tenere strette nel pugno, non avevo le tasche ma volevo così tanto portarle a casa, davvero, per rimetterle nell'acqua subito e non lasciare che una volta asciutte perdessero quella luce per diventare sassi opachi uguali a milioni di altri sassi opachi.
Per non perdere l'attimo in cui ci avevo visto qualcosa, solo io.


C'è stata Venezia  e sembrava un altro addio, con l'afa che rallenta i pomeriggi e la  familiare cantilena delle voci di una sera in Campo

Ci sono stati i treni d'Olanda, con i suoi cieli d'ottobre e un po' di domani fuori dal finestrino
Sentire che c'è un altrove e ripeterselo, ripeterselo continuamente che dimenticarlo è così facile.
e così triste.
e così beige.

C'è stata una casa  familiare e un gatto a cui tenere la zampina la sera, quando le cala la malinconia.

Ci sono stati gli anni dispari da compiere e le scommesse su chi avrebbe detto per primo il fatidico quarto di secolo.
Nelle gare del Luogo Comune il padre vince sempre di misura.

C'è stata la domanda di laurea e le matricole in coda per l'iscrizione, che faceva tanto cerchio della vita o prima e dopo la cura.

E c'è questo pensare di smettere di scrivere c'è stato per qualcosa che ci sarà,
 che ci sono notti in cui non mi fa dormire e altre in cui è l unico che riesce a chiudermi gli occhi tenendomi la mano.





 se nel destino qualcosa c'è di scritto
è solamente il canovaccio
(Meg- Olio su tela)

Fallen From: *BTyLS* at 12:50 | link | commenti (2)

domenica, 13 luglio 2008

Un altro Lunapark



Il mondo può benissimo fare a meno della letteratura.
 Ma ancor di più può fare a meno dell'uomo.
(J.P.Sartre)



mi piace passare sotto le finestre aperte con la luce spenta e il bagliore azzurrino intermittente della tivu d'estate. mi fa pensare a famiglie felici che guardano una videocassetta per la centesima volta con i bambini che sanno le canzoncine a memoria e mandano avanti la parte in cui la mamma di Bambi muore.
mi fa pensare ai film della vita, quelli che non ti dimenticherai mai con chi li hai visti e quanto era scomodo quel divano con i braccioli in legno conficcati nelle costole.

  Stasera ho guidato da sola senza dovere andare davvero, solo perchè c'erano tantissime nuvole e ho pensato di guidare fino al temporale. poi le nuvole si sono  spostate, io non mi so orientare e la benzina costa troppo. però è stata una mezzora strana, sospesa, in cui ho pensato che avrei tantissiimo voluto poter scrivere. guidando, poter scrivere come  a volte sia tutto così chiaro e lucido, senza sfaccettature.
Come l'altra notte su una giostra in un lunapark della laguna, che non sembrava andare così in alto e così velocemente,  quando sono stata sopra, nel punto massimo  ho chiuso gli occhi e mi sono sentita sospesa, i capelli sciolti bloccati in aria e una tranquillità irreale, come se fosse stato giusto così, essere un bel fermoimmagine di un film che qualcunaltro vedrà con la finestra aperta e le zanzare sullo schermo,
 un'altra estate.

La chiarezza della sostituibilità e del non scendere più  da una giostra perchè tanto nessuno se ne inquieterebbe troppo, nessuno davvero troppo.
qualcuno non ci dormirebbe la notte per un po', qualcuno avrebbe dei sensi di colpa che qualcunaltro zittirà, perchè poi infondo la vita va avanti, ognuno fa quel che può e domani è un altro giorno anche per Rossella.
il fatto è che se non ci fossi io a bere velocemente  solo per mangiare il ghiaccio nel bicchiere prima che si sciolga   o a strizzare gli occhi per vedere le cose lontane quando mi vergogno a mettere gli occhiali o mettere le matite in ordine di colore, ci sarebbe qualcunaltro.
davvero ci sarebbe.
 e non lo farebbe nè meglio nè peggio, lo farebbe e basta.
e forse non gli piacerebbero nemmeno le giostre.
Fallen From: *BTyLS* at 22:45 | link | commenti (3)

venerdì, 13 giugno 2008

Goodbye, Mary Poppins,
don't stay away too long.








Generalmente di certe giornate chiave  mi ricordo sempre il clima.

magari non mi ricordo a chi ho detto cosa e perchè, non mi ricordo di chi era quella casa dove ho mangiato quella pizza riscaldata e gommosa ma mi ricordo sempre il tempo che faceva fuori da quella finestra sconosciuta.

c'era caldo il giorno del tema alla maturità. caldo da far sciogliere il succo al pompelmo che avevo messo la notte prima a congelare, bagnando l'orlo del foglio a protocollo con il timbro ministeriale.

c'era il cielo terso e la luce che faceva un po' male la mattina che ho scavalcato il cancelletto di qualcunaltro per farmi riportare a casa, mi sono rotta le calze e ho pensato di essere felice, felice e con dei capelli orribili.

pioveva appena al funerale di mio nonno e io pensavo alle mie quattro ore di treno con un libro di storia greca e all andare a messa solo ai funerali. non ho pianto e ho pensato che la sua tomba era troppo brutta per tutti i soldi che ci avevano speso,  che mio nonno mi chiedeva sempre perchè non studiassi tedesco e che mi chiamava sempre con il nome di una delle mie zie, quella che lui considerava stupida.


Tutto questo per dire che oggi c'è uno dei primi soli di giugno e l'aria pulita dopo un temporale notturno. e il vento che porta buone nuove a chi sa farsi portare.
E che questo è il massimo che riesco a dire senza essere patetica, che la Signore delle Camelie è sempre dietro l'angolo.
Have a safe flight, my best.



Pratical perfect people never permit sentiment to muddle their thinking
(Mary Poppins)


 
Fallen From: *BTyLS* at 13:25 | link | commenti (6)

martedì, 03 giugno 2008


Una monetina
- expectations-

Quelli che mi vedono, raramente si fidano della mia parola:
devo aver l'aria di uno troppo intelligente per mantenerla.
(J.P.Sartre)


Ho un dente in meno da giovedì.
il primo di tre denti in meno da congedare entro luglio. Al suo posto un buco nero tenuto insieme da dei punti, punti di filo blu. Proprio come per attaccare un bottone su un tailleur, una bella asola nella gengiva inferiore per tenere la bocca chiusa all'occorrenza.
 Togliersi un dente del giudizio non è esattamente come avevo immaginato, uno scenario apocalittico a base di morse ferma testa e tenaglie  rilucenti. è molto peggio.

Laurearsi non è esattamente come avevo immaginato. ci sarà sempre un documento bollato non consegnato in tempo, una scadenza insensata, un professore che si da alla macchia invece di farti l'esame, qualcosa che nessuno ti aveva detto ma avresti dovuto saperlo, avrebbe dovuto informarsi meglio, immaginare, supporre, prevedere, leggermi nella mente, brutta perdigiorno.

Frullo qualsiasi cosa, per il mio dente-bottone in questi giorni.
il caffè della mattina, le prime ciliegie dell'anno e undici secoli di filosofi medievali.
sto imparando a  frullare anche le mie stesse aspettative, le dichiarazioni precedenti e le crocette sul calendario. con pazienza, fino ad ottenere un composto omogeneo, monocolore e rassicurante.
Non pretendere nulla per non rimanere delusi lo tengo per ultimo, come guarnizione, che prima o poi imparerò.




Io vendo scommesse sul futuro
qualcuna vince molto
di tutte le altre invece non mi curo
e non ci sono meriti
non c'è una gerarchia
ma solo il cieco meccanismo di una...
lotteria!
E non posso che adeguarmi
non posso lamentarmi
se usate queste mie monete al posto delle armi
se tutti i vostri sogni li puntate in questo gioco
io vendo un'illusione in più
e non è poco. . .
(D.Silvestri)
Fallen From: *BTyLS* at 17:07 | link | commenti

giovedì, 22 maggio 2008

Time of your life

Negli occhi della gente si vede quello che vedranno,
non quello che hanno visto.
A.Baricco




mi piacciono quelle espressioni paricolari nelle persone. quelle che  solo loro  fanno e, ormai, sai anche quando stanno per arrivare. un attimo prima, lo sai.
Spero di averne anch'io di espressioni cosi', che fanno venire un mezzo sorriso a chi ti conosce, conosce le tue sopracciglia troppo alzate e il verso che fai quando sbadigli.

e mi chiedo se sono cambiata in meglio.
se non salto piu' le descrizioni troppo lunghe  nei libri, se ascolto di piu' prima di finire le frasi nella mia testa, se mi fido ancora, se dico meno bugie, se mi metto la crema ogni sera, se sono intelligente non per sentito dire.
se ho ancora paura delle cose che mi piacciono. se riesco a fare leggere le cose che scrivo senza minimizzare, se riesco a chiamare i miei disegnetti quadri e le mie foto con il loro nome.
se ho lasciato indietro le persone giuste, guardandole diventare piccole come omini del lego alla fermata dell' autobus.  se avrei ancora la voglia di prendere un treno per qualcunaltro senza fargli i conti in tasca.

mi piace avere la musica da pioggia, che se non piove mi piace meno e mando avanti.
mi piace essere agitata per il destino di qualcuno a cui tengo e inseguire le lancette pensando che sì, ormai dovrebbe essere fuori e se non chiama forse è un brutto segno, accendere una sigaretta nell'attesa e sapere che sono queste le cose che fanno la differenza.
Fallen From: *BTyLS* at 16:58 | link | commenti (5)

giovedì, 15 maggio 2008

Unduetre


Prima di salutarvi vorrei tanto lasciarvi un messaggio positivo. Ma non ne ho. Vanno bene lo stesso due messaggi negativi?
(W.Allen)



ci sono sensazioni brutte in questi giorni.
camminare nelle stesse strade di sempre e vedere solo brutte facce, brutti discorsi e angoli che fanno paura prima che il sole cali. e allora corri, corri, che forse stavolta non tocca a te.
scenari che non corrispondono. non dovrei essere qui, non dovrei essere ancora qui, ero di passaggio, eh.
(c'è un'immagine chiara di me, piccola, sull'autobus con mia madre, un grande sacchetto del coin tra le gambe. mi comprava sempre vestiti che mi facevano sentire stupida. fuori posto e stupida.è c'è questa immagine, chiara, di me che con le gambe incrociate sul sedile mi penso da grande. su quello stesso autobus, con una borsa da cui spunta un quadernone colorato. io da grande sono alta, con un cappotto a quadri e una sciarpa attorno al collo, il braccio piegato appeso al palo e lo sguardo altrove, altre cose da pensare, altre fermate a cui scendere, altri vestiti che non mi facciano sentire stupida.
mi faceva stare meglio vedermi lì, come se ci fosse ancora speranza, che già allora non ne ero poi così sicura.)

ma ho un libro nuovo da leggere,  che mi ricorda che forse tra poco avrò di nuovo tempo per farl,o e che sono certa mi piacerà perchè  consigliato da occhi fidati.

due foto.una anarchica nata prima del previsto dove ho quell'espressione brutta che spero di non avere  davvero. una in posa perfetta con paesaggio da sfondo appicciacato dietro e la faccia composta, che quella sono certa di non averla, davvero.

tre domande per un esame in meno, e bastano sempre meno dita per contarli.


Fallen From: *BTyLS* at 14:15 | link | commenti (4)

martedì, 22 aprile 2008


Nuove Avversità arrivano come un treno in orario*
                                                                                                    

o
























le tele non sono mai abbastanza grandi
e non lo so cosa c'è che non va, non lo so.
forse ci vorrebbe qualcuno per darmi tante botte, così sì che ce l avresti un motivo per piangere, come si dice ai bambini.

sono brutti colori che sporcano bei disegni, proprio quando sembravano finiti, così, a tradimento, quando tutto va bene ed è stata davvero una bella giornata, c'era anche il sole pensa te.

(penso che non voglio essere una signora con un taglio alla moda per il quale non ha abbastanza capelli e una montatura colorata che le da quella personalità che non si è mai preoccupata di avere, due etti da portar via e me li incarta grazie.)

Quando andavo nei negozi con mia madre da piccola mi vergognavo.
 la vergogna era certa, come il sacchetto di plastica bianca alla cassa.
Mi vergognavo delle sue richieste assurde, del suo essere così diverse dalle mamme della Kinder briosse che è solo latte uova e non ho voglia di prepararti la merenda.
Lei chiedeva la parte finale del prosciutto per darla ai gatti, si faceva mettere le croste di formaggio in un cartoccino marrone e prima di attraversare finalmente la porta trasparente del supermercato e lasciare che le mie guance abbandonassero la loro bruciante tinta barbabietola ricontrollava tutto lo scontrino. Tutto, con i sacchetti ancora in mano e una bambina paonazza attaccata all'orlo del cappotto cammello. -andiamoandiamo, per favore andiamo che mi scappa la pipì-
mi vergognavo come se quelle cinquantamila lire di spesa le avessimo rubate, come se  stessimo accusando la cassiera con  i capelli raccolti da un mollettone fluorescente di non essere brava in matematica, di volerci imbrogliare sulle mozzarelle,avrei voluto andarle vicino e dirle che no, io non lo pensavo davvero, vedi mia madre è un po' strana.
 avrei voluto prendere mia madre per mano e portarla fuori un po' umiliata, che così non si fa, eh.

(Penso anche che lo so che diventerò come lei, che ci sarà qualcunaltro da far diventare paonazzo senza ricordarsi com'era, che abbiamo le stesse rughe intorno agli occhi -perchè non si dovrebbe leggere al buio. e nemmeno sorridere troppo forte-.)

E' tempo di respirare di più, comunque sia.



Ooh! Get me away from here I'm dying
Play me a song to set me free
Nobody writes them like they used to
So it may as well be me
(Belle and Sebastian)
Fallen From: *BTyLS* at 14:25 | link | commenti (2)